C'è un momento in cui la corrente passa. Non è metafora: è letterale, è fisico. È il rumore di fondo che attraversa certe esperienze quando arrivano prima del tempo.
La Vita Elettrica segue un percorso di formazione involontaria — una dis-educazione per tentativi, errori e scariche. Il protagonista non impara: attraversa. E in quell'attraversamento accumula qualcosa che non ha ancora un nome.
Scritto nella forma del romanzo breve, il testo oscilla tra il registro dell'autobiografia e quello dell'invenzione, senza segnalare mai il confine. Quello che resta è una voce: strana, ostinata, difficile da dimenticare.
Icaro Flore è uno pseudonimo. Dietro c'è un autore che ha scritto questo romanzo nel 1999, lo ha stampato in un numero limitato di copie rilegate a mano per un piccolo cerchio di lettori, e lo ha lasciato riposare per quasi tre decenni prima di pubblicarlo.
Un gesto di restituzione.